La Riforma Moratti….ma è poi così osteggiata? PDF Stampa E-mail
Scritto da Nunzio Pietromatera   

                                                 La Riforma Moratti….ma è poi così osteggiata?

Riflessioni di un dirigente scolastico su un primo incontro di un corso di aggiornamento
Dr.Nunzio Nicola Pietromatera scuola media statale “C.Salinari” Montescaglioso (Mt).

Durante il mese di dicembre 2006 sono stato relatore di un corso di aggiornamento c/o l’istituto comprensivo di S.Arcangelo, un paese in provincia di Potenza, in Basilicata.
L’argomento cardine di questo percorso formativo era la Riforma della scuola e il suo sviluppo futuro.
Dopo il saluto del dirigente scolastico dell’istituto il prof. Rocco Gesualdi ho dato inizio al percorso, che si prevede di cinque incontri, affrontando in primis il DPR 275/99, il cosiddetto decreto- autonomia.
Alla proiezione di alcune slide che hanno attirato l’attenzione della folta platea di docenti ed insegnanti presenti è seguito un primo test d’ingresso, per saggiare la valutazione diagnostica degli ascoltatori e precisamente: “ cosa mi aspetto da questi incontri” e i risultati sono stati, a dir poco sorprendenti: il 55% dei docenti ha indicato come priorità della loro formazione “la Didattica laboratoriale, i laboratori in genere e la pratica laboratoriale, oltre alla didattica laboratoriale nei corsi ad indirizzo musicale”; il 20% si è indirizzato verso” la progettazione di un’IUA”; il 10% per “una procedura per impostare un PSP, dalla programmazione curricolare alla progettazione strategica e reticolare”; l’8% “dall’unità didattica all’unità di apprendimento”; il 7% per argomenti vari tipo, “la centralità della persona e il PSP per il diversabile”, “chiarimenti sul Pecup ecc.”
L’incontro è stato   molto intenso ed ha toccato vari argomenti, specie di ordine lessicale per dare più certezze e sicurezza ai docenti.
Dopo circa due ore di proiezioni, commenti, dibattiti e chiarimenti si è giunti al termine di questo primo incontro e naturalmente siamo giunti alla prima verifica in itinere con un secondo test: “ cosa mi porto a casa”  e anche in questa occasione ho avuto modo di considerare come il mondo della scuola sia ancora fortemente determinato a lavorare per le giovani generazioni e soprattutto scevro da condizionamenti esterni.
I docenti hanno dimostrato che la riforma è stata recepita positivamente, pur con i
le dovute critiche e i dovuti aggiustamenti del caso.
I risultati del test finale di questo primo incontro sono stati sorprendenti e ci invitano a riflettere sull’opportunità o meno di intervenire in maniera radicale sulla riforma “Moratti”, che certamente ha inciso in maniera positiva sul nuovo modo di fare scuola.
Le considerazioni espresse dai docenti sul test finale hanno fatto registrare una netta prevalenza degli aspetti positivi della riforma sugli aspetti di criticità.
Le considerazioni sono state del tipo: “ idee più chiare sul DPR275/99”;” maggiore chiarezza sulla flessibilità dell’organizzazione didattica”; “maggiore chiarezza sull’organizzazione dell’orario nelle sue flessibilità”; “mi sento incoraggiato ad essere protagonista nell’impegno educativo”; “quali sono i documenti che bisogna conoscere”; “un’impressione positiva”; “una riflessione positiva sull’operato dell’insegnante”; “conoscenze utili e proficue”; “un bagaglio lessicale più approfondito”; “meno dubbi e più certezze”; “maggiore chiarezza su argomenti già trattati”; “un momento di riflessione sulla didattica educativa”; “curiosità da sperimentare e approfondire ancora”; “una maggiore serenità”; “una maggiore consapevolezza”; “incontro positivo che ci ha confermato che possiamo essere protagonisti di un valido processo educativo”; “maggiore presa di conoscenza di argomenti già affrontati”; “considerato che erano argomenti già noti anche per essere stati un nucleo di altri corsi di aggiornamento, ugualmente hanno avuto la loro valenza se non altro hanno avuto il merito di averci “reinserito nell’argomento”.
Tra le criticità registro questa considerazione :” di riflettere sulla mia ignoranza perché molti termini non li conosco proprio” oltre naturalmente a: “il nostro comprensivo comprende anche la scuola primaria”; “ci sono tanti modi di lavorare: si potrebbe fare di più noi docenti”; “molti interrogativi”; “di riflettere sulla mia ignoranza”; “molti dubbi, qualche certezza”; “molti dubbi qualche certezza e troppi interrogativi”.
Le risposte dei docenti al test hanno fatto registrare il 92,5% di positività e il 7,5% di criticità.
Non è certamente questa la prima volta in cui registro risultati di questo tipo, già altre volte mi sono trovato al cospetto di platee di insegnanti e di docenti guardinghi e sospettosi sulla riforma “Moratti”, ma dopo un incontro intenso e sereno al contempo, quasi sempre hanno inteso la bontà che sta alla base della riforma che guarda alla persona, al suo protagonismo e soprattutto alla sua autoformazione e si è innescato quel meccanismo, sempre presente nei docenti italiani, di ricerca per dare di più agli alunni e sempre in maniera corretta.
Dagli incontri di formazione ho avuto sempre la sensazione precisa che l’avversione più che alla riforma sia rivolta al “nome”, perché ad un primo momento di perplessità e quasi di avversione agli argomenti proposti sono sempre seguiti momenti di dibattito vivace che hanno “scatenato” l’entusiasmo di tutti i docenti in formazione e la grande voglia di impadronirsi del lessico della riforma per poter operare con i ragazzi e per i ragazzi con percorsi personalizzati che diano a tutti quelle opportunità formative ed educative per rendere gli studenti di oggi quei cittadini intraprendenti e sicuri per un futuro più sereno e più prospero.
Questa testimonianza vuol rappresentare quel mondo della scuola che in silenzio ha sempre operato per assicurare agli alunni quelle opportunità formative adeguate e sicure.
Agli organi di governo suggerisco una valutazione molto attenta sugli interventi da mettere in essere per modificare un percorso già avviato e che sotto sotto sta riscuotendo il consenso della base e soprattutto delle famiglie che nel “portfolio” hanno intravisto uno strumento adeguato per seguire il proprio figlio e soprattutto un’opportunità per rinsaldare il rapporto scuola famiglia, rendendolo corpo educativo unico per la formazione della persona umana e soprattutto delle giovani generazioni.
                                                                                Nunzio Nicola Pietromatera